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Aspetti botanici
L'aglio (Allium sativus) appartiene alla famiglia delle liliacee, vegetali che nella maggior parte presentano un bulbo, il quale altro non è che un breve fusto modificato dove le squame fogliari si sovrappongono l'una sull'altra e svolgono la funzione di immagazzinare sostanze di riserva utili al nutrimento della pianta.
Nel caso dell'aglio il suo grosso bulbo sotterraneo è ricoperto da tuniche, nel cui interno stanno racchiusi numerosi bulbilli a forma di spicchi. Il fusto della pianta porta fino a metà, delle larghe foglie lineari appuntite a margine ruvido e nella parte terminale reca un'ombrella floreale avvolta da una brattea che la chiude a guisa di cappuccio. I fiori, piccoli e biancastri, sono frammisti bulbilli.
Tecnica colturale
Le numerose popolazioni d'aglio coltivate si raccolgono sotto due ecotipi fondamentali; l'aglio bianco o comune, che presenta tuniche bianche, e aglio rosa, il quale, invece, si ricopre di tuniche rosate. L'aglio bianco o comune, per la rusticità e è coltivato in diverse regioni Italiane, fornisce una produzione tardiva con bulbi dall'aroma alquanto accentuato. Nella provincia di Rovigo si coltiva il 90% dell'aglio veneto, e il 60% del prodotto nazionale. L'aglio rosa è molto precoce, i suoi bulbilli sono particolarmente sensibili all'umidità ed è difficile la conservazione, presenta spicchi di dimensione difforme. per tutti questi motivi la sua coltivazione, risulta quindi notevolmente più limitata. Il clima ideale, per la pianta è quello temperato e asciutto mentre il terreno di semina deve presentarsi ben dotato di sostanza organica e calcare. L'aglio non tollera i ristagni d'acqua, perciò sono da evitare nella maniera più assoluta terreni che presentano tale difetto. La semina va fatta direttamente a dimora piantando i bulbilli ,ovvero gli spicchi che compongono la testa dell'aglio. Allo scopo si scelgono quelli esterni ricavati da bulbi d'annata, che sono meglio sviluppati e che sono interamente avvolti nel loro tegumento; andranno interrati ad una profondità di 4-6 centimetri avendo cura di tenere l'apice rivolto verso l'alto. La distanza d'impianto sarà di 35 centimetri tra le file e di 12 centimetri sulla fila. Il periodo di semina varia secondo la zona: in linea di massima al Sud si semina in ottobre-novembre, mentre al Nord si può posticipare a gennaio, marzo.
La raccolta si esegue nei mesi di giugno e luglio quando le foglie della pianta cominciano a seccare. Nel meridione la raccolta si anticipa di 1-2 mesi. I bulbi vanno estirpati dalla terra con mezzi meccanici e poi messi al sole nella terra poi legati in mazzi e rimessi ad asciugare al sole per alcune settimane, poi mondati puliti pronti per le varie lavorazioni, trecce ( reste ) grappoli, confezioni da tre bulbi, confezioni ornamentali come bouquet floreali ecc..

Le trecce o i mazzi vanno conservati in luoghi asciutti e ben arieggiati alla temperatura di circa 10°C e un'umidità relativa del 45°-60°, la conservazione in celle frigorifere va fatta a un a temperatura compresa tra gli 0 e i +2°C. Tra le cure colturali vanno ricordate le scerbature e le sarchiature per mantenere ben arieggiato il terreno e impedire la crescita delle erbe infestanti. Queste operazioni vanno effettuate in primavera con l'aiuto di una zappa. Occorre tenere presente, inoltre, per evitare parassitari l'aglio non deve essere coltivato sullo stesso terreno ma deve avere una rotazione, di ameno 4-5 anni dopo la sua ultima semina.

c.so V. Emanuele 45011 Adria (Ro)
Tel. e Fax Presidente: 0426.44153 info@aglioadriano.it